Originariamente al confine tra le terre dei Burgundi e dei Longobardi, Sant’Ambrogio è un borgo di antiche origini (probabilmente già romane) che entra nel VI a far parte del Langobardia Maior, assumendo una carta importanza grazie alla posizione strategica all’imbocco della Val di Susa, dove si trovavano le Chiuse, un sistema di fortificazione territoriale.

Nel 773 d.C. questo è il terreno di scontro della famosa Battaglia delle Chiuse, l’evento bellico che sancisce la conquista del territorio da parte di Carlo Magno, comandante dei Franchi, e la sconfitta dell’esercito longobardo del principe Adelchi, figlio dell’ultimo re Desiderio. (Non a caso, dal 2010 ogni anno si svolge a Sant’Ambrogio la rievocazione storica di questa battaglia, come si può leggere nella sezione eventi).

Intorno all’anno 1000, i terreni di Sant’Ambrogio vengono donati all’Abbazia benedettina della Sacra di San Michele, appena fondata, e questo evento sottolinea il legame tra questi due luoghi.

Il borgo vive secoli di grande splendore che si riflettono anche negli edifici del paese, una ricchezza che si interrompe nel 1363, quando le truppe inglesi saccheggiano Sant’Ambrogio e distruggono in palazzo abbaziale (i cui ruderi sono stati restaurati  negli anni 2000 e oggi ospitano un ristorante e hotel, L’Om ‘d fer).

Nel XVI secolo il paese entra a far parte del Ducato di Savoia e nei secoli successivi il borgo vive fasi alterne di pace e di invasione, data la posizione di passaggio della Val di Susa, che mette in comunicazione l’Italia e la Francia.

A partire dal 1871 (e fino al 1953), l’economia del paese cambia e viene ampiamente beneficiata dall’insediamento del Maglificio Bosio, un grandissimo stabilimento industriale realizzato con un lessico architettonico di pregio che oggi è oggetto di riconversione. Tra i progetti in corso, segnaliamo la presenza del Birrificio San Michele.