Le Eccellenze Storiche

Il Maglificio Bosio e la Villa Comunale

 

Le fontane settecentesche e gli angoli caratteristici del Borgo

La cinta muraria ed il Castello Abbaziale

Descrizione del progetto di intervento

L’intervento realizzato dal Comune di S.Ambrogio di Torino, ha avuto per oggetto la riscoperta dell’originario accesso alla Sacra di San Michele, attraverso il restauro conservativo e la messa in sicurezza delle rovine e l’allestimento di una struttura ricettiva a basso costo realizzata in acciaio, legno e vetro.
Alla scala territoriale-paesaggistica è stato affrontato il tema della definizione e dell’inserimento delle nuove volumetrie nel rispetto delle emergenze culturali-paesaggistiche presenti, privilegiando le viste sull’abitato di Sant’Ambrogio di Torino, sulla Sacra di San Michele e sulla bassa valle di Susa.
Alla scala urbanistica è stata affrontata l’integrazione del sistema di fruizione e dei percorsi distributivi con il sistema degli accessi esistenti collegando il manufatto, tramite il nuovo “percorso di ronda” in elevato, all’antica mulattiera che conduce alla borgata San Pietro e quindi alla Sacra di San Michele – meta di pellegrinaggio religioso e al contempo edificio simbolo della Regione Piemonte.

 

Alla scala architettonica è stato sviluppato il tema della definizione degli spazi e delle distribuzioni interne che tramite grandi aperture vetrate consentono un alto grado di integrazione interno/esterno con l’inserimento di una struttura reticolare in acciaio che occupa l’intera altezza del primo piano sfruttando i tramezzi tra le camere e lasciando così uno spazio ininterrotto al piano terreno.
Alla scala del restauro sono stati perseguiti i temi della sostenibilità e ritrattabilità dell’intervento, nel rispetto delle preesistenze e nella prospettiva della loro valorizzazione.
Alla scala del dettaglio sono state risolte le prestazioni funzionali, con particolare attenzione alla durabilità e compatibilità dei materiali, all’accuratezza della fase di cantiere, che unite a geometrie semplici ed essenziali della struttura garantiscono, attraverso una minima
manutenzione, la conservazione del manufatto.
La struttura ricettiva è stata concepita su quattro livelli per accogliere fino a quaranta ospiti: al primo livello (piano parzialmente interrato) trovano spazio quattro stanze matrimoniali con i servizi interni che possono ospitare anche piccoli nuclei familiari; al secondo livello (piano terra)
trovano spazio la reception della struttura ricettiva assieme ad una grande sala polifunzionale da adibire a ristorante o piccola sala mostre-conferenze e una cucina a servizio del ristorante; al terzo livello (p. primo) sono state realizzate tre camerate allestibili con letti a castello e due grandi camere che possono essere utilizzate all’occorrenza ad uso deposito; al quarto livello (p. secondo) è stato realizzato un ampio terrazzo integrato con il nuovo percorso di ronda – eseguito in acciaio che si articola lungo le rovine recuperate, consente la fruizione totale degli spazi esterni della struttura ricettiva e al contempo la connette con il territorio circostante.

Le Torri …deiFeudo, della Dogana e del Comune

torre comunale
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La torre Comunale in piazza della Chiesa; edificio completamente restaurato che ospita attività culturali e mostre d’arte.

torre

La torre della dogana al Paschè.

feudo

La torre del Feudo nel centro del borgo in una stampa ottocentesca.

La Chiesa Parrocchiale, il Campanile Romanico e la Chiesa di San Rocco

Il campanile era già la torre della precedente Chiesa. Quanto rimane attualmente parrebbe essere eseguito in periodi diversi: il basamento (costruito su una preesistente struttura longobarda); il tratto di torre per un’altezza di m.16 (analogie con le strutture murarie della Sacra di San Michele sec. undicesimo/dodicesimo); il tratto superiore con cella campanaria del 1200. La cuspide laterizia supera i dodici metri di altezza.
All’interno un elegante locale con volta a crocera ed una scala a chiocciola in pietra che metteva la torre in comunicazione con la vecchia chiesa romanica.

La chiesa parrocchiale San Giovanni Vincenzo fu costruita tra il 1757 e il 1763, la facciata fu progettata dal famoso architetto Bernardo Vittone sulla
pericolante struttura preesistente di origine romanica.
L’edificio è realizzato a pianta centrale quadrata su cui si aprono quattro corpi curvilinei occupati dal presbiterio, dalla bussola e da due cappelle laterali. Il complesso è caratterizzato da un’elegante e sinuosa facciata barocca in cotto dalla forma curvilinea, mossa da colonne e paraste; imponente il portale sovrastato dal timpano. L’arredo interno è costituito da opere ad alto quoziente d’artisticità come la cupola affrescata da Luigi Morgari; quindici riquadri della Via Crucis opera del noto pittore Vittorio Amedeo Rapous, poi un ciclo di dipinti settecenteschi di Agostino Verani, inoltre una tela di Giovanni Domenico Molinari e infine la secentesca Ancona della Madonna con Bambino e Santi attribuibile alla scuola di Bernardo Lanino.

Sant’Ambrogio nel Medioevo